Bobbio: il ponte del diavolo e la furbizia di San Colombano

Continuiamo la nostra serie Dietro le Mura parlandovi di Bobbio.

Bobbio è un piccolo paesino dell’Emilia-Romagna, di appena 3500 anime conosciuto specialmente per il ponte che lo collega alla città di Piacenza: il Ponte del Diavolo.

La leggenda del ponte del diavolo di Bobbio

Sei curioso di sapere perché è chiamato così?

Bobbio onte del diavolo

Va premesso che il piccolo borgo ha acquisito importanza storica a partire dall’insediamento di San Colombano e dei suoi monaci all’inizio del 600 d.C.

La leggenda narra che una volta dato vita all’abbazia, il monaco volesse collegare Bobbio alla città, favorendo così il traffico dei fedeli e del commercio.

Essendo Bobbio dall’altra parte del fiume Trebbia, era necessario costruire un ponte, la cui costruzione avrebbe però necessitato di molto tempo. Per questo suscitò l’interesse del Diavolo in persona che si offrì di costruirlo per il Santo entro una sola notte.

L’accordo però aveva un prezzo: avrebbe costruito sì il ponte in una notte, ma solo in cambio della prima anima che lo avrebbe attraversato.

Il monaco un po’ a sorpresa accettò l’accordo e così il diavolo con l’aiuto dei suoi demoni, fece come promesso e restò in attesa di riscuotere il suo “premio”.

San Colombano però, l’indomani fece furbescamente attraversare il ponte ad un cane, beffando così il Diavolo che furioso, se ne andò dando un calcio così forte al ponte da renderlo gobbo e sghembo come lo vediamo oggi.

Per questo motivo quindi viene chiamato “il ponte del diavolo”.

Quando visitare Bobbio

Dunque, quando visitare Bobbio? Bobbio è perfetta da visitare in ogni stagione dell’anno: in inverno la città è spesso innevata rendendo l’atmosfera magica e affascinante. In primavera ed estate diventa un fresco rifugio dalla calura della Pianura Padana, l’autunno infine è ideale grazie alle foglie colorate dei boschi dei dintorni che regalano panorami mozzafiato.

Bobbio cosa vedere

Dunque, cosa vedere a Bobbio?

La prima cosa da vedere una volta arrivati a Bobbio non può che essere il Monastero di San Colombano. L’interno dell’abbazia è piccolo, ma ricco di colorati affreschi; è anche possibile visitare la cripta del Santo che giace proprio sotto la chiesetta.

Vicino all’Abbazia è possibile visitare anche il piccolo Museo della Città.

Se voleste però vedere i manoscritti che un tempo erano conservati nell’abbazia dovrete spostarvi nuovamente ed andare al museo dell’opera del Duomo di Bobbio il quale raccoglie alcuni dei volumi più preziosi dall’VIII al XV secolo. Naturalmente è possibile visitare anche il Duomo stesso il quale costituisce un perfetto esempio di architettura quattrocentesca.

Infine, non dimenticatevi di fare una visita al Castello Malaspina, costruito nel corso del 300 nel centro del borgo di Bobbio come roccaforte dei Guelfi nella faida contro i Ghibellini di Piacenza.

Salendo sulla torre è possibile godere di un suggestivo panorama sulla val Trebbia.

 Passeggiando per le stradine del centro di Bobbio avrete modo di ammirare numerosi palazzi nobiliari appartenenti alle famiglie più importanti della città: tra i più famosi ci sono i Castelli e i Calvi che decorarono le facciate dei propri palazzi in una sorta di “gara di ricchezza”.

Qualche curiosità

  • Bobbio fu una delle prime città partigiane, durante la guerra di Liberazione, infatti fu liberata e tenuta sotto controllo dai partigiani dal 7 luglio al 24 agosto del 1944 quando però venne riconquistata dai nazifascisti.
  • Bobbio è la location principale del film “I pugni in tasca” di Marco Bellocchio del 1965.
  • Bobbio ha ricevuto il riconoscimento come “borgo più bello d’Italia” alla fine del 2019.

Quindi perché non aggiungere questa tappa ad uno degli itinerari turistici in val trebbia?

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