Sono più di 800 le fortezze, rocche e rovine che sorgono sul territorio del Trentino Alto Adige. Se è impossibile visitarli tutti, ecco i nostri preferiti:

Castel Coira
Crediti fotografici: Fedrizzi Foto – Archivio famiglia Spaur

1. Castel Valer

Il castello sorge sui dolci pendii della Val di Non, nei pressi di Tassullo. Costruito a partire dal XII secolo, il castello di origini medievali è uno dei meglio conservati nell’arco alpino. Di proprietà privata dei conti Spaur, da sempre suoi custodi, il castello è stato recentemente restaurato ed è da poco aperto al pubblico.

Le visite guidate conducono in stanze antichissime con arredi originali, come la cucina gotica, lo studio e le stanze madruzziane. Ottimamente conservati gli affreschi della Cappella di San Valerio, che hanno mantenuto intatta la loro intensità cromatica attraverso i secoli.

Castel Coira

2. Castel Coira

Il castello si staglia con tutta la sua imponenza proprio sopra Sluderno, in Val Venosta ed è una delle strutture meglio conservatasi nel tempo, anche in considerazione del fatto che il castello non è mai caduto in mano nemica.

Costruito nel 1259 da Heinrich von Montfort di Coira, il castello passò poi nelle mani dei conti Trapp, che ne detengono tutt’ora la proprietà.

Le visite guidate accompagnano il visitatore indietro nel tempo, lungo le dinastie magnificamente rappresentate nell’albero genealogico della loggia rinascimentale del cinquecento.

Imperdibile la sala delle armi, che custodisce la raccolta privata di armi più grande d’Europa.

Castel Thun

3. Castel Thun

Il castello, costruito nella metà del XIII sec. nei pressi di Vigo di Ton, è un monumentale fabbricato civile-militare, tra i meglio conservati della regione e definito dagli studiosi “il più fastoso dei castelli trentini”.

Fu sede della potente famiglia dei Thun e offre un incomparabile parallelismo con la storia del principato vescovile di Trento. Acquistato nel 1992 dalla Provincia autonoma di Trento, il castello è stato recentemente restaurato ed è aperto alle visite.

Imperdibile la “stanza del vescovo”, che fu abitata dal principe-vescovo Sigismondo Allìfonso Thun, rivestita in legno di cirmolo e soffitto a cassettoni.

Castel Roncolo

4. Castel Roncolo

Costruito nel 1237 dai fratelli Friedrich e Beral von Wangen, il castello è arroccato su uno sperone di roccia che domina la città di Bolzano, posizione strategica che originariamente consentiva di controllare la strada che portava alla Val Sarentino.

Conosciuto con il toponimo di “maniero illustrato”, il castello racchiude il più ampio ciclo di affreschi profani di epoca medievale.

Le visite guidate seguono gli affreschi che, stanza dopo stanza, raccontano ai visitatori le scene di vita quotidiana, gli sport e gli intrattenimenti di corte tipici del 1300.

Castel Coira
Crediti fotografici: Archivio fotografico Azienda per il Turismo Val di Non

5. Castel di Nanno

Il castello che domina la Val di Non fu costruito in epoca medievale dalla famiglia Nanno e distrutto poi dai Tono: la ricostruzione iniziata a metà Cinquecento dalla famiglia dei principi vescovi Madruzzo ha ingentilito i tratti del castello, trasformandolo in un’elegante residenza estiva.

Le visite guidate narrano anche la leggenda di Melisanda, figlia del padrone del maniero e di Ludovico, suo innamorato, figlio della famiglia rivale degli Sporo. Narra la leggenda che i due amanti clandestini furono murati vivi in due nicchie del castello la sera del due maggio di molti secoli fa e che ancora oggi, nelle notti di maggio, si senta il lamento dei due giovani risuonare tra le mura del castello.

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Castello di Tures

6. Castello di Tures

Di origine medievale, il castello si erge su un promontorio presso Campo Tures, all’inizio della Valle Aurina.

Il castello fu originariamente di proprietà dei signori di Taugers e fu trasformato in abitazione residenziale nel XV-XVI secolo.

La struttura fu in parte restaurata nel secondo dopoguerra dall’abate benedettino Hieronymus Gassner e nel 1977 è stato acquisito dal Südtiroler Burgeinstitut.

Oggi aperto al pubblico, con le sue 64 stanze, di cui 24 interamente in legno, è uno dei più interessanti castelli medievali della regione.

Castel Presule

7. Castel Presule

Il castello sorge sull’altopiano dello Sciliar, immerso in un paesaggio fiabesco da cartolina. Venne menzionato per la prima volta con il nome di “Castrum Presile” in un documento risalente al 1279, ma il suo aspetto rinascimentale risale al restauro da parte di Leonhard von Völs nel XVI secolo.

Dopo la morte dell’ultimo signore del castello, avvenuta nel 1978, la struttura fu restaurata e aperta al pubblico.

Il castello raccoglie in particolare una vasta collezione di armi e armature ed è spesso teatro di manifestazioni storiche, come il torneo medievale “Cavalcata Oswald von Wolkenstein” che si svolge ogni primavera.

Castel Beseno

8. Castel Beseno

È il complesso fortificato più esteso del Trentino, sito nel comune di Besenello.

L’edificio, di origine medievale, aveva una funzione prettamente difensiva, dovuta soprattutto alla sua posizione strategica come attesta la sua massiccia cinta muraria. L’aspetto di fortezza rinascimentale che si ammira oggi è il frutto di un massiccio intervento di ristrutturazione risalente alla prima metà del Cinquecento.

La struttura è stata restaurata nella seconda metà del XX secolo ed è oggi sede di numerosi eventi, festival e rievocazioni storiche.

Castel Tasso

9. Castel Tasso

Il castello sorge in posizione rialzata rispetto ad una palude bonificata vicino a Vipiteno e fu menzionato per la prima volta come feudo dei conti bavaresi Lechsgmünd in documenti risalenti al 1100. Le visite guidate percorrono le dieci stanze perfettamente conservate, tra le quali la grande cucina duecentesca e la pregiata “Sala Verde”, che devono l’ottimo stato di conservazione al fatto che il castello non cadette mai in mano nemica.

Castello del Buonconsiglio

10. Castello del Buonconsiglio

Sito nel centro di Trento, è il più importante complesso monumentale della regione. Residenza dei principi vescovi di Trento dal XIII secolo fino alla fine del XVIII secolo, il complesso si compone di edifici di epoca diversa cinti da mura.

Imperdibile il “ciclo dei mesi”, uno dei più pregiati cicli pittorici a tema profano risalenti al tardo Medioevo.

Restaurato nel corso del Novecento, dal 1973 è di proprietà della Provincia autonoma di Trento ed è adibito a museo.

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